FENOMENOLOGIA DIALOGICA

Un approccio scientifico alla meditazione.

 

Sin dall’infanzia, sono stato mosso da due domande principali:
“Cos’è questa esistenza?” e “Come possiamo essere felici?”. Queste domande mi hanno messo in contatto relativamente presto con la meditazione, le pratiche corporee e la psicologia. A causa della mia curiosità tardo-adolescenziale, fra il 2012 e il 2013, mi sono ritrovato in ambienti buddhisti e al mio primo corso di psicologia umanistica. Questi incontri hanno rappresentato l’inizio di una ricerca profonda e intensa, che mi ha portato a seguire un percorso di formazione triennale per diventare counselor umanistico e a provare diversi tipi di esperienze nella forma di ritiri e corsi.

Il desiderio di approfondire la mente da un punto di vista teorico e scientifico mi ha quasi costretto a iscrivermi alla triennale di psicologia, e nel momento di dover svolgere la tesi, nel 2019, la scelta è stata ovvia: la relazione fra la meditazione e il processo terapeutico.

Decisi di radunare una decina di volontari per praticare insieme e sperimentare in vivo i contenuti che andavo studiando: fu l’inizio di uno dei periodi più belli e creativi della mia vita, in cui la tesi si scrisse praticamente da sola.

L’approfondimento scientifico della meditazione, inoltre, mi portò a capire che diventare costante nella pratica poteva essere una delle cose più importanti per la mia vita, ma nonostante quella chiarezza, una vera costanza non arrivava.

In effetti, non riuscivo a essere costante in nulla. Lo scarsissimo controllo sul mio comportamento mi creava grande frustrazione, e mi impediva di raggiungere gli obiettivi che mi ponevo, talvolta anche i più semplici. Capii anche che il mio percorso di terapia personale forse non era abbastanza, e che forse avrei dovuto dedicare più attenzione ad aspetti neurocognitivi.

 

Fu preparando l’esame di Neuropsicologia per la magistrale che compresi aspetti cruciali riguardo al corpo-mente. Durante l’esame orale discussi di quelle idee con la docente, che mi diede 30 e lode senza quasi farmi altre domande, e si rese disponibile come relatrice per la mia tesi. Applicando quelle idee riuscii finalmente ad avvicinarmi alla costanza che desideravo. Il mio benessere psicofisico e il mio rendimento nello studio migliorarono drasticamente e durante i due anni di magistrale arrivai a meditare una media di 3 ore al giorno.

La differenza la fece incrementare le pratiche corporee come lo yoga e svolgere più ritiri intensivi di meditazione.
Grazie a queste esperienze iniziai a relazionarmi con altri praticanti, e finalmente trovai un insegnante di meditazione che poteva seguirmi in modo continuativo. Quel percorso mi portò a chiarire sempre di più l’intuizione che gli elementi irrinunciabili del cambiamento, per quanto mi riguarda, si possono riassumere in “il silenzio, il corpo e la relazione”.

Il mio primo European Summer Research Institute,
conferenza scientifica che riunisce accademici e meditanti da tutto il mondo per creare ponti interdisciplinari e innovare il campo di ricerca delle scienze contemplative.

 

Proprio per mettere la relazione al centro del mio cambiamento, avviai dei percorsi di meditazione di gruppo sperimentali. Uno di questi mi vide lavorare con una mezza dozzina di coraggiosi, per quattordici mesi: il laboratorio umano in cui ha preso forma il nucleo di questo percorso di otto settimane. La profondità raggiunta con loro e la crescita che abbiamo sperimentato insieme mi riempiono ancora di gratitudine.

Nel frattempo mi sono laureato con lode con la tesi “Neurofenomenologia applicata alla valutazione ecologica dell’abilità meditativa”, e dopo poche settimane ero su un volo di sola andata per la Thailandia, dove finalmente riuscii a svolgere ritiri di Vipassana un po’ più lunghi, di 3 settimane.

Sei mesi dopo, due conferenze sulle scienze contemplative mi riportavano in Italia prima del previsto.
Oggi, mentre svolgo il tirocinio per diventare psicologo clinico in un contesto umanistico-rogersiano, una voce che non riesco più a silenziare mi ha spinto a lanciare un nuovo percorso di meditazione centrato sulla relazione.

Spero vorrai farne parte.